|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Programmi
di prevenzione ed |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Il
Circolo "Gaia" di Legambiente ha curato il progetto "In
fondo al mar" per l'Area Marina Protetta delle Isole Tremiti. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Legambiente
e Lega Pesca, sulla base delle iniziative realizzate in passato e per
promuovere di comune accordo il diffondersi della cultura del rispetto
per l'ambiente marino, si sono proposte per la gestione di una campagna
di bonifica di cinque aree marine protette finanziata dai due Ministeri
dell'Ambiente e delle Politiche Agricole e Forestali e che si è conclusa
con successo a marzo del 2000.
Le due associazioni hanno preso l'impegno di realizzare un'iniziativa
analoga biennale per le rimanenti quindici aree protette marine italiane
al fine di estendere la campagna di bonifica a tutto il territorio nazionale.
Con quest'anno si è conclusa l'intera campagna che ha coinvolto le rimanenti
sei AMP istituite, oltre due di prossima istituzione: Miramare,
Isole Tremiti, Torre Guaceto, Secche di Tor Paterno, Ventotene e S. Stefano,
Isola di Tavolara - Punta Coda Cavallo, Isole Eolie, Isole Pelagie.
Per la realizzazione del progetto i soggetti proponenti si sono avvalsi del supporto tecnico-organizzativo del Consorzio Mediterraneo (la struttura tecnico-scientifica della Lega Pesca) e dell'Associazione Volontariambiente - settore sub - di Legambiente. La problematica delle riserve marine è infatti uno degli argomenti di maggiore rilevanza fra quelli associati alla gestione dell'ambiente marino e in particolare della fascia costiera. A distanza di 17 anni dalla legge 979/82 sulla difesa del mare e 8 dalla 394/91, la Legge Quadro sulle Aree Protette, che prevedevano complessivamente l'istituzione di 48 aree protette marine, la situazione attuale vede 15 aree istituite con decreti, più 3 parchi nazionali con superficie a mare. La salvaguardia di queste zone di particolare interesse naturalistico non va ridotta soltanto alla protezione dall'eccessivo sfruttamento alieutico, ma deve essere sicuramente integrata dalla limitazione degli impatti degli inquinanti di origine terrestre e da un uso plurimo del mare. Un contributo rilevante ai fini del risanamento degli ambienti marini costieri, può venire da una specifica azione di coinvolgimento delle realtà sociali e produttive delle Aree Marine Protette, intesa come attività di prevenzione e tutela dell'ambiente capace di cambiare il sistema delle relazioni con la risorsa mare. A tale proposito è di grande efficacia la bonifica dei fondali costieri ottenuta tramite la rimozione dei rifiuti solidi giacenti sul fondo o presenti in superficie, i quali costituiscono anche una minaccia per gli organismi marini. Una campagna di questo tipo ha implicato l'ampio coinvolgimento dei pescatori delle aree interessate, consapevoli delle finalità di tutela dell'iniziativa. La loro partecipazione ha consentito di utilizzare le imbarcazioni, le attrezzature, le conoscenze e la professionalità di cui sono portatori. In questo contesto il rapporto del pescatore con il mare ha così assunto un significato rilevante: l'approccio con la risorsa non è più limitato unicamente al prelievo, ma si compone sempre più di atteggiamenti protezionistici e responsabili nei confronti dell'intero ecosistema. La partecipazione attiva del mondo della pesca ad una campagna di risanamento del mare ha importanti ruoli educativi verso usi responsabili del mare in cui operatori di attività economiche tradizionali potrebbero trovare forme di riconversione. L'incontro tra pescatori e subacquei volontari ha avuto anche il significato di sperimentare nuove relazioni su cui costruire una nuova domanda di servizi. All'interno dell'Area Marina Protetta il pescatore può diventare attore di attività innovative, dal presidio dell'area protetta alla gestione di attività turistiche e alla stessa pulizia dei fondali marini, che in questo caso assume un ruolo preponderante, costituendo un primo passo verso un nuovo rapporto con l'ambiente e con la riserva.
Fasi del progetto
A. Fase preparatoria
Nella prima fase, contemporaneamente ad attività organizzative, di lancio e promozione dell'iniziativa, sono state realizzate una serie di ispezioni preventive dei fondali condotte da subacquei equipaggiati con macchine fotografiche e strumenti di rilevamento per individuare i siti con maggiore presenza di rifiuti. B.
Fase operativa
Nella seconda fase si è proceduto alla raccolta sistematica dei rifiuti solidi depositati sui fondali o presenti in sospensione tramite il coinvolgimento degli stessi subacquei e dei pescatori. - Raccolta in mare: i rifiuti raccolti dai sub o direttamente dai pescatori sono stati depositati a bordo delle imbarcazioni di supporto, in appositi contenitori forniti dall'organizzazione. - Sbarco: in banchina (Isola di S. Domino) sono stati predisposti dei punti di raccolta attrezzati con i cassoni per la raccolta del materiale, in cui gli operatori hanno svuotato i contenitori posti a bordo. - Prelievo da parte della nettezza urbana: a terra è stato predisposto dal Comune delle Isole Tremiti un sistema di smaltimento dei rifiuti. - Raccolta dei dati: al fine di poter valutare la riuscita della campagna e poter sintetizzare i risultati ottenuti durante la fase di raccolta in mare, il materiale è stato accuratamente censito al termine di ogni fase di raccolta. - Attività didattica e divulgativa: la campagna di pulizia dei fondali è stata accompagnata dall'attività didattica svolta in diversi istituti scolastici della provincia di Foggia. In particolare, sono state coinvolte cinque classi in un programma di educazione ambientale di Legambiente "Scuole blu - I pirati delle Aree Marine Protette". C.
Analisi e diffusione dei risultati della campagna
I dati raccolti attraverso il censimento dei materiali sbarcati nelle varie marinerie saranno immessi in un'apposita banca dati, analizzati e resi accessibili ad enti pubblici, associazioni di categoria, associazioni ambientaliste e ricercatori. Sarà elaborata una pubblicazione finale che sarà illustrata in apposite conferenze stampa e convegni oltreché diffusa per vari mezzi. Per evidenziare il carattere pilota della campagna nazionale, le varie fasi della sua attuazione, le metodiche adottate e i risultati conseguiti saranno documentati e illustrati in un CD-ROM divulgativo ipertestuale e in un sito web. Verrà infine realizzato un documentario, della durata di 20-30 minuti, realizzato nel corso del primo anno, con riprese anche subacquee, opportunamente diffuso da trasmissioni televisive per fini divulgativi e didattici. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Il
workshop di presentazione del progetto "In Fondo al Mar" si è tenuto presso
la sala consiliare del Comune delle Isole Tremiti il giorno lunedì 1 ottobre
2001, alle ore 17,30.
L'iniziativa
ha visto un discreto coinvolgimento della comunità locale: i posti riservati
per il pubblico erano infatti tutti occupati al momento dell'inizio dei
lavori.Tutte le autorità coinvolte nella fase di presentazione hanno dimostrato particolare sensibilità e disponibilità, nonché interesse per il progetto: il Comune delle Isole Tremiti, il Parco Nazionale del Gargano (Ente gestore della Riserva Marina), l'Amministrazione provinciale di Foggia. Dopo i saluti di Antonio Greco, sindaco delle Isole Tremiti, sono intervenuti: Matteo Fusilli, Presidente del Parco Nazionale del Gargano; Angelo Colangione, Assessore all'Ambiente della Provincia di Foggia; Sandro Scollato, della Direzione Nazionale di Legambiente; Giuliana Giulini, in rappresentanza di Lega Pesca; Angela Lobefaro, della segreteria regionale pugliese di Legambiente; Maurizio Alloggio, coordinatore regionale per la Puglia di Lega Pesca; Michele De Nittis, in rappresentanza dei sub delle Isole Tremiti; infine, Carmine De Martino, vicesindaco delle Isole Tremiti ha concluso i lavori.
Nel corso dell'incontro sono state affrontate le diverse problematiche legate alle Aree Marine Protette, con particolare attenzione alle specifiche esigenze delle Isole Tremiti, esaurientemente espresse dal Sindaco delle Tremiti. Antonio Greco ha puntato i riflettori sulle precarie condizioni in cui versano le isole a causa dei rifiuti presenti in mare e soprattutto sulla terraferma. Purtroppo il problema dello smaltimento dei rifiuti crea non poche difficoltà agli abitanti delle isole, e in particolare agli operatori turistici. Da qui nasce la richiesta fatta al Presidente del Parco di tassare i numerosi turisti che, soprattutto nella stagione estiva, affollano, e alle volte sporcano, il piccolo arcipelago. L'istanza del Sindaco è stata favorevolmente accolta dal rappresentante dell'Ente gestore dell'Area Marina Protetta. Matteo Fusilli, Presidente del parco, nel suo intervento ha sottolineato l'importanza del coinvolgimento non solo della popolazione locale, ma anche delle istituzioni e delle associazioni di volontariato ambientale per la difesa e la tutela dell'AMP delle Isole Tremiti. Questo progetto - secondo Fusilli - permette di condividere difficoltà, soluzioni ed esperienze, per essere eventualmente ripetuto ancora in futuro, magari prevedendo la pulizia di boschi e di altre zone di notevole interesse. La necessità è quella di far sì che la rimozione dei rifiuti diventi prassi comune ed usuale, per migliorarne la qualità e offrire nuove possibilità di lavoro grazie ad un turismo sostenibile. L'Assessore Angelo Colangione ha richiamato il problema dei rifiuti quale un'emergenza non soltanto per la provincia di Foggia, ma per l'intero territorio della regione: in particolare, ha posto l'accento sulla necessità di attuare con continuità programmi di sensibilizzazione che coinvolgano le scuole e le comunità locali perché le istituzioni, da sole, non riescono ad affrontare in maniera proficua la problematica "ambiente". Sandro Scollato per Legambiente e Giuliana Giulini per Lega Pesca hanno poi presentato i profili operativi del progetto "In fondo al mar", occasione unica per proporre un nuovo modo di vivere il mare attraverso un nuovo rapporto con l'ambiente e la riserva marina. Considerazioni, queste ultime, riprese anche dai rappresentanti regionali delle associazioni coinvolte nel progetto: Angela Lobefaro di Legambiente Puglia, che ha concentrato il proprio intervento sulla problematica dei rifiuti - quanto mai attuale nella regione pugliese - e Maurizio Alloggio di Lega Pesca Puglia, che ha auspicato un sempre maggiore dialogo tra il mondo dell'ambientalismo e quello della pesca come unico rimedio per proporre soluzioni valide ai problemi concreti del mare. Michele De Nittis - in rappresentanza dei sub che hanno svolto la fase di monitoraggio - ha descritto sinteticamente la situazione rifiuti dei fondali delle Isole Tremiti, lanciando al contempo un appello perché la struttura dell'AMP venga rivista in modo tale da rendere fruibile anche l'isola di Pianosa (attualmente zona A della riserva, in cui è vietata la pesca, la caccia, la balneazione e la sosta, se non a fini didattici e/o scientifici): Pianosa, infatti, rimane completamente abbandonata a se stessa, sia per la collocazione geografica, sia sotto il profilo dei controlli. Infine, il vicesindaco dell'arcipelago adriatico, Carmine De Martino ha concluso i lavori richiamando gli impegni assunti dalla propria amministrazione che hanno portato alla realizzazione di infrastrutture che hanno ridotto notevolmente il gap ambientale, come il nuovo impianto di stoccaggio dei rifiuti e i nuovi impianti di depurazione: la riqualificazione ambientale delle Isole Tremiti passa, secondo Carmine De Martino, anche attraverso iniziative come quella in corso, per confermare nel tempo il riconoscimento delle Cinque Vele di Legambiente ottenuto nella scorsa estate.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
La
fase operativa del progetto "In fondo al mar", caratterizzata
dalla campagna di bonifica dei fondali, si è svolta nei mesi di ottobre,
novembre e dicembre 2001.
Località
di intervento -
Punta
Secca di San Domino (10-30 m). L'area è caratterizzata dalla presenza
di telai d'automobile, copertoni, lavatrici, molteplici tondini di ferro
della lunghezza di 3 m circa, bidoni di ferro, barattoli e bottiglie di
vario materiale (vetro, ferro, plastica).
- Cala dello Spido (5-10 m). La Cala dello Spido presenta una gran quantità di rifiuti, principalmente in plastica, di diversa forma e grandezza. - Banchina di San Domino (5-10 m). I fondali prospicienti la banchina di San Domino presentano bottiglie, pezzi di ferro di varia misura, 10 cavi d'acciaio, batterie per auto, 7 bottazzi di gomma della lunghezza di circa 4 m, 5 bidoni di ferro, 1 barile. - Canale tra Cretaccio e San Nicola (5-15 m). In quest'area i rifiuti riguardano: filtri olio per motore, bottiglie, batterie per auto, pezzi di imbarcazioni in vetroresina, nonché materiale ferroso in diversa quantità e misure. - Lato sud-est isola di San Nicola (10-30 m). La pulizia di quest'area è quella più complessa, data la maggiore profondità rispetto alle precedenti. Sono state individuate: 5 lavatrici, 1 motore diesel, 15 bidoni di ferro, diverse gomme di autocarro, 10 lastre di ferro di misura diversa, 3 lamiere, 15 tubi di ferro lunghi 3-4 m circa, 4 cucine, centinaia di barattoli e contenitore in materiale vario (plastica, ferro, vetro, etc). Le
operazioni sono state ripartite in un totale di 5 uscite operative, divise
in 10 giornate di lavoro.
Il peggiorare delle condizioni meteorologiche, infatti, non ha consentito a tutte le imbarcazioni di prendere parte alla prima fase della raccolta, per cui si è reso necessario prolungare i lavori anche nel mese di dicembre. Sono state coinvolte un totale di 13 imbarcazioni, che hanno operato nelle acque dell'AMP ciascuna con un sub a bordo. La banchina dell'isola di S. Domino è stato il punto scelto dal quale iniziare le operazioni e su di essa, poi, sono stati depositati i rifiuti al termine della raccolta quotidiana. Calendario delle immersioni
Le uscite sono state effettuate a partire dalle ore 9,30 - 10,00 del mattino. Una volta raggiunte le località di intervento, i sub hanno proceduto ad un immersione della durata complessiva di circa 45 min. - 1 ora, depositando sulle barche i rifiuti raccolti. Naturalmente, si è cercato di utilizzare le barche di dimensioni maggiori per accogliere i "reperti" più ingombranti, per i quali si dimostrava indispensabile l'uso di un verricello. Conclusa l'immersione, barche e sub facevano ritorno alla banchina di S. Domino intorno alle ore 12,30 - 13,00: il materiale più ingombrante veniva così depositato direttamente sulla banchina, mentre per il materiale di dimensioni inferiori (bottiglie) si è fatto ricorso a contenitori dedicati. Al termine di ogni uscita della campagna, il materiale raccolto è stato catalogato mediante apposite schede di valutazione della tipologia dei materiali presenti in banchina.
Tutte
le operazioni si sono svolte con la più attiva partecipazione di tutti
i soggetti coinvolti, a partire dai pescatori fino ad arrivare ai subacquei
e alle autorità locali. L'amore per la propria terra, unito alla consapevolezza
dell'importanza di cominciare un intervento di disinquinamento dei fondali
per anni utilizzati in maniera indiscriminata come una sorta di gigantesca
pattumiera, hanno fatto nascere una sorta di competizione nel recupero
che ha sicuramente giovato ai risultati dell'iniziativa.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Risultati
della campagna
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Nel mese di dicembre è partito anche per l'AMP delle Isole Tremiti il progetto didattico di Legambiente "Scuole Blu - I pirati delle Aree marine
protette" collegato al "In Fondo al Mar" curato dal Circolo "Gaia" di Legambiente di Foggia.
Questa nuova e coinvolgente proposta formativa vede impegnate cinque classi delle Scuole Medie Inferiori di Foggia e Apricena, per un totale di circa 130 persone tra alunni ed insegnanti. La scelta delle classi è ricaduta sulle scuole di Foggia e della sua provincia in quanto, a partire dall'anno scolastico in corso, le Isole Tremiti sono rimaste senza alcun ciclo scolastico attivo: a settembre, infatti, un solo si è presentato alle lezioni alla scuola dell'isola di S. Domino (della questione si è d'altronde occupata anche la stampa locale e nazionale), mentre sull'isola di S. Nicola la scuola non esiste più perché chiusa da anni. I genitori infatti preferiscono le scuole di Termoli dove vivono principalmente nei mesi invernali. Le classi di "Pirati" dell'Area Marina Protetta delle Isole Tremiti
Il
progetto didattico è attuato secondo le seguenti fasi: |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||