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L’Italia non è in vendita Da Alba Fucens a Capo Teulada, dalle atmosfere struggenti di Capo Caccia a
quelle brumose dell'Isola di Sant'Andrea nella laguna di Venezia: sono solo
alcuni luoghi della manifestazione che Legambiente organizzerà il prossimo 14
dicembre contro la vendita del patrimonio pubblico voluta dal ministro
Tremonti per finanziare la realizzazione delle grandi opere.
Del resto se l'identità di un popolo cresce e viene alimentata dal patrimonio
pubblico, venderlo equivale a vendere non solo un pezzo di paese, ma anche un
po' della propria identità, del proprio senso di comunità. Dietro lo slogan
"L'Italia non è in vendita", Legambiente ha deciso di mobilitare i propri
circoli e i numerosi sostenitori in giro per il paese chiedendo di individuare,
regione per regione, un luogo simbolico dove organizzare un sit-in, una
mobilitazione, un blitz, insomma un'iniziativa che dia voce allo sconcerto e
alla rabbia di quanti non si rassegnano a vendere. E le risposte sono arrivate a
decine: gli abruzzesi si sono dati appuntamento ad Alba Fucens, il sito
archeologico già inserito e "prezzato" (40.000 euro) in un elenco all'interno
del quale si andrà a selezionare i beni da vendere, in Sardegna l'obiettivo
della manifestazione saranno i due promontori più significativi dell'isola,
quello a nord, Capo Caccia, e quello a sud, Capo Teulada, che verrebbe
finalmente liberato dai militari per essere magari venduto ai privati. Contro la
vendita del proprio patrimonio anche i veneti che si sono dati appuntamento
all'isola di Sant'Andrea, un simbolo della laguna di Venezia che ospita un
antichissimo forte militare a rischio alienazione.
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