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Gli abitanti delle Cinque Terre, scorrendo i canali del proprio televisore, possono soffermarsi sulla tv via cavo che trasmette le immagini delle videocamere subacquee posizionate sui fondali. Da qualche tempo le stesse immagini si possono vedere sullo schermo del proprio computer, collegandosi al sito www.parconazionale5terre.it. È una maniera intelligente per portare fisicamente in casa di ognuno una realtà, quella dell’area marina protetta, che altrimenti rischia di rimanere qualcosa d’indefinito, d’inafferrabile.
Lo sforzo maggiore che compie chi lavora in questo settore in fondo è proprio questo: dare visibilità e concretezza a qualcosa che è difficile da definire, alle iniziative che si creano attorno all’area protetta, alle microimprese e a quella trama di rapporti che spesso cambiano i connotati sociali e ambientali di un pezzo di territorio.
Dare visibilità al mondo delle aree marine protette è quello che cercheremo di fare, a partire da questo mese, con Blumare: una rivista di quarantotto pagine a colori distribuita gratuitamente a tutti gli abbonati a La Nuova Ecologia e nelle edicole. Blumare si preoccuperà di raccontare quanto accade lungo i litorali più belli del nostro paese, parlare dei luoghi, delle persone, delle iniziative, degli appuntamenti. Ma anche dei problemi e delle difficoltà di un settore che si sta affermando come una delle più significative novità nel mondo della protezione della natura.
Blumare nasce dall’iniziativa dell’area marina protetta di Punta Campanella che ha presentato al ministero dell’Ambiente un progetto all’interno del bando per gli interventi straordinari. L’iniziativa, supportata da altre sei aree protette (Isole Tremiti, Capo Rizzuto, Ustica, Secche di Tor Paterno, Isole Egadi e Cinque Terre) e patrocinata da Federparchi, è stata approvata ed affidata, per la sua realizzazione, alla Cooperativa editoriale La Nuova Ecologia.
La scommessa è grande: rappresentare un settore dalle grandi potenzialità ma che ancora stenta ad avere un profilo riconoscibile.
Per tanti anni si è parlato solo di Ustica, un’isola che è riuscita, grazie all’area marina protetta, a scrollarsi di dosso il brutto accostamento con uno degli episodi più tristi della nostra storia. Ora è più facile, quando si parla della perla nera del Tirreno, pensare ai suoi fondali, alle cernie che si fanno accarezzare o ai volteggi ipnotici dei banchi di barracuda piuttosto che ai misteri di una notte di una ventina d’anni fa.
Ai fondali di Ustica si sono andati affiancando, nel corso degli anni, quelli dell’arcipelago delle Egadi. E poi le baie della penisola sorrentina, i paesaggi delle Cinque Terre, via via fino alle spiagge proibite per anni dell’Asinara e ai magici scenari della città sommersa di Baia.
In queste aree si sono attivati processi virtuosi che, partendo dalla tutela del mare, hanno coinvolto realtà economiche e sociali che nell’area marina protetta hanno trovato occasioni di crescita e di sviluppo: come i tanti centri diving, le cooperative di pescatori che abbiamo coinvolto fattivamente, una per una, conquistandone il consenso e la partecipazione ad un’impresa cui per tanti anni si era guardato con sospetto. E ancora le amministrazioni locali, gli istituti scolastici, le associazioni di diportisti, i titolari di stabilimenti balneari o di strutture ricettive.
Di tutto questo e di altro ancora cercheremo di rendere conto dalle pagine di Blumare, parlando con i veri protagonisti di un mondo del quale molti si ricordano solo quando è ora di prenotare una vacanza. In realtà le 25 aree protette marine istituite finora fanno del nostro paese il più ricco di mare protetto fra tutti quelli che si affacciano sul Mediterraneo: quasi 200mila ettari lungo seicento chilometri di coste, l’8,5% dell’intero sviluppo costiero. Sono i luoghi dell’eccellenza cui, ci auguriamo presto, si andranno ad aggiungere le altre aree in via di istituzione, zone in molti casi di straordinario pregio che solo per imperscrutabili ragioni burocratiche non conoscono ancora un adeguato regime di protezione e di valorizzazione.
Anche di queste renderemo conto sperando di contribuire, nel nostro piccolo, ad accelerarne l’istituzione e a favorire così la crescita dell’intero settore. Benvenuto dunque Blumare e benvenuti tutti coloro che vorranno aiutarci con critiche, segnalazioni e racconti, a fare un prodotto sempre più utile a quanti avranno la voglia e la pazienza di seguirci.
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